La prima volta che ho visto un fenicottero nella Laguna di Orbetello non avevo ancora idea che sarebbe diventato uno dei soggetti più importanti del mio percorso fotografico.
Ricordo solo il silenzio dell’alba, l’aria ferma, il profumo salmastro che arrivava dal mare e quella linea rosa lontana, quasi irreale, che si muoveva sull’acqua. Mi fermai a guardare per minuti interi, senza nemmeno scattare. Non sapevo ancora come fotografarli. Non sapevo come muovermi. Non sapevo nemmeno bene cosa stessi cercando.
Sapevo solo che ero nel posto giusto.
La Laguna di Orbetello è uno dei luoghi dove, tanti anni fa, ho iniziato davvero a fotografare la natura. È qui che ho passato intere mattine fermo nell’acqua, a osservare i movimenti degli uccelli, a studiare la luce, a sbagliare inquadrature, a tornare a casa con la scheda vuota ma la testa piena di immagini.
Ed è qui che ho imparato che la fotografia naturalistica non è solo tecnica. È presenza. È ascolto. È attesa.
Oggi la Laguna di Orbetello è uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo per il fenicottero rosa. Un ecosistema straordinario dove migrazione, alimentazione e sosta si incontrano in un equilibrio fragile e prezioso.
Per decenni i fenicotteri erano solo visitatori occasionali. Poi, lentamente, sono tornati. Prima in piccoli gruppi, poi in colonie sempre più numerose. Oggi la laguna ospita migliaia di individui per gran parte dell’anno, soprattutto nei mesi più freschi.
Il loro ritorno racconta una storia di rinascita ambientale: zone umide recuperate, acque più pulite, una gestione più attenta degli habitat. I fenicotteri sono diventati il simbolo vivente di un ecosistema che, se rispettato, può tornare a prosperare.
Fotografare i fenicotteri non è mai stato semplice. Sono animali diffidenti, imprevedibili, sempre in movimento. All’inizio li inseguivo. Cercavo di anticiparli. Mi spostavo continuamente.
Poi ho capito che stavo sbagliando tutto.
Ho iniziato a fermarmi. A osservare. A capire i loro ritmi. Quando si alimentano, quando riposano, quando si preparano al volo. Ho imparato a riconoscere quei piccoli segnali che precedono un decollo, una lite, una coreografia collettiva.
Molte delle mie fotografie sono nate dopo ore di attesa, con l’acqua alle caviglie e il vento che tagliava le mani. A volte tornavo a casa senza scatti. Ma ogni volta tornavo con qualcosa in più.
Osservarli da vicino significa entrare in un mondo fatto di rituali antichi.
Il loro modo di alimentarsi, con il becco immerso nell’acqua e la testa capovolta, è una danza lenta e continua. Filtrano minuscoli crostacei, alghe e microrganismi che danno al loro piumaggio quella colorazione rosa così inconfondibile.
Durante il periodo degli amori, le colonie si trasformano in un palcoscenico naturale: centinaia di fenicotteri che camminano insieme, ruotano la testa, aprono le ali. Una coreografia perfetta che sembra studiata, ma che segue solo le leggi dell’istinto.
Ogni volta è diversa. Ogni volta è unica.
La Laguna di Orbetello è una tappa fondamentale lungo una delle più importanti rotte migratorie europee. Qui si incontrano individui provenienti dalla Camargue, dalla Spagna, dal Nord Africa e dall’Europa orientale.
Per molti è solo una sosta. Per altri è diventata casa.
Ogni fenicottero che atterra porta con sé una storia fatta di migliaia di chilometri, tempeste, deserti e mari attraversati. E la laguna diventa il loro porto sicuro.
Fotografare i fenicotteri significa imparare la pazienza. Significa aspettare la luce giusta, il vento giusto, il momento in cui il branco si muove all’unisono.
Spesso resto immobile per ore, con l’acqua alle caviglie e il freddo che sale dalle gambe. Osservo. Studio i loro movimenti. Capisco quando stanno per decollare, quando stanno per litigare, quando stanno per riunirsi in volo.
Lo scatto arriva solo alla fine. Quando tutto è già successo.
Perché la fotografia naturalistica non è catturare: è testimoniare.
La laguna è un ecosistema delicato. Dipende dalla qualità dell’acqua, dalla gestione dei canali, dalla presenza dell’uomo. Ogni alterazione può avere conseguenze enormi.
I fenicotteri ci ricordano quanto questo equilibrio sia prezioso. La loro presenza è una ricchezza, ma anche una responsabilità.
Proteggere la laguna significa proteggere uno dei più grandi spettacoli naturali del Mediterraneo.
📍 Laguna di Orbetello, Toscana
📷 Fotografie e testo di Edoardo Ciavattini