Uganda – Nel cuore dell’Africa più autentica

UGANDA – NEL CUORE DELL’AFRICA PIÙ AUTENTICA

Ci sono viaggi che ricordi per le fotografie.

E poi ci sono viaggi che ti cambiano.

L’Uganda, per me, è stato questo.

Non solo per la straordinaria fauna selvatica, non solo per i gorilla di montagna, gli scimpanzé o il leggendario becco a scarpa. Ma per qualcosa di più profondo, difficile da spiegare con una semplice fotografia.

Fin dal momento in cui si atterra in Uganda si respira un’atmosfera diversa.

Le strade, i villaggi, i mercati, i sorrisi delle persone.

Un’Africa autentica, lontana dagli stereotipi.

Un luogo dove spesso chi possiede poco riesce comunque a regalarti un sorriso sincero, una gentilezza spontanea e una serenità che raramente si incontrano altrove.

È un viaggio che ti porta a contatto con la natura, ma anche con le persone.

Ed è probabilmente questo mix a renderlo uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visitato.

Un viaggio attraverso foreste antiche

L’Uganda è una terra incredibilmente varia.

Foreste pluviali, montagne avvolte dalla nebbia, grandi laghi, paludi e villaggi immersi nel verde.

Ogni spostamento diventa parte dell’esperienza.

Non si tratta semplicemente di raggiungere una destinazione fotografica.

Si attraversa un mondo che sembra vivere secondo ritmi differenti dai nostri.

Ritmi più lenti.

Più autentici.

Più vicini alla natura.

E proprio in queste foreste antiche si svolgono alcuni degli incontri più emozionanti che un fotografo naturalista possa vivere.

Gli scimpanzé della foresta di Kibale

La foresta di Kibale è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un documentario.

Vegetazione fitta, alberi giganteschi e una luce che filtra appena attraverso la chioma della foresta.

Qui vivono gli scimpanzé.

E fotografarli non è semplice.

Si muovono rapidamente, saltano da un ramo all’altro, scompaiono e riappaiono nel giro di pochi secondi.

Richiedono attenzione costante.

Ma la difficoltà fotografica passa quasi in secondo piano.

Perché quando li osservi da vicino succede qualcosa di particolare.

Ti rendi conto di quanto siano simili a noi.

Gli sguardi, le espressioni, i gesti, le interazioni tra madre e figlio e le dinamiche all’interno del gruppo.

È come guardarsi allo specchio attraverso migliaia di anni di evoluzione, come osservare una parte lontana di noi stessi ancora immersa nella foresta.

 

I gorilla di montagna – Un incontro che va oltre la fotografia

Durante questo viaggio ho avuto la fortuna di trascorrere due giornate con i gorilla.

Due incontri diversi.

Due esperienze completamente diverse.

Il primo giorno è stato quello dell’emozione pura.

Dopo ore di cammino nella foresta, ritrovarsi improvvisamente a pochi metri da una famiglia di gorilla è qualcosa che lascia senza parole.

Ho fotografato molto, cercando di raccontare le loro espressioni, le interazioni tra i membri del gruppo e la straordinaria presenza del silverback.

Ogni momento sembrava irripetibile.

Ogni sguardo meritava di essere conservato.

Il secondo giorno, invece, ho deciso di vivere quell’esperienza in modo diverso.

Dopo aver realizzato le immagini che desideravo, ho scelto di arretrare.

Di prendermi più spazio.

Di osservare.

Mentre gli altri erano vicini al gruppo, io mi sono posizionato più lontano, affidandomi al mio Nikon 400mm f/2.8 per isolare dettagli e frammenti di vita senza entrare continuamente nella scena.

È stato un approccio più contemplativo.

Più lento.

Più personale.

Da quella distanza ho iniziato a cogliere particolari che il giorno precedente mi erano sfuggiti:

una mano appoggiata sul dorso di un giovane individuo, uno sguardo fugace tra due gorilla, la calma con cui il silverback osservava ciò che accadeva attorno a lui.

Paradossalmente, allontanandomi, mi sono sentito ancora più vicino a loro.

Perché ho smesso di pensare alla fotografia e ho iniziato semplicemente ad osservare.

Ed è forse questo il ricordo più forte che porto con me dall’Uganda.

Non una singola immagine.

Ma la sensazione di aver condiviso, anche solo per qualche ora, un piccolo frammento del loro mondo.

Le golden monkey

Dopo l’intensità emotiva dei gorilla arrivano loro.

Le golden monkey.

E portano con sé un’energia completamente diversa.

Vivaci.

Curiose.

Velocissime.

Sempre in movimento.

Fotografarle è una sfida continua.

Saltano da un ramo all’altro senza fermarsi praticamente mai.

Ma allo stesso tempo riescono a trasmettere una leggerezza che rende impossibile non sorridere.

Sono uno dei tesori meno conosciuti dell’Uganda.

Eppure rappresentano perfettamente lo spirito di queste foreste.

Piene di vita.

Piene di energia.

Piene di sorprese.

Il becco a scarpa – Un viaggio nel tempo

E poi arriva uno degli animali che da solo vale il viaggio.

Il becco a scarpa.

Ci sono specie che sembrano appartenere a un’altra epoca.

Il becco a scarpa è una di queste.

Quando compare tra la vegetazione delle paludi sembra che il tempo si fermi.

Rimane immobile.

Osserva.

Aspetta.

Ha qualcosa di ancestrale.

Qualcosa che ricorda un mondo ormai scomparso.

Guardarlo negli occhi è come fare un salto indietro nel tempo.

Come osservare un frammento vivente della preistoria.

Per un fotografo naturalista è uno di quegli incontri che sogni per anni.

E quando finalmente accade capisci immediatamente perché.

Molto più di un viaggio fotografico

L’Uganda non è soltanto una destinazione per fotografare animali straordinari.

È un luogo che riesce a entrare dentro.

Per la natura.

Per la cultura.

Per le persone.

Per l’atmosfera che si respira ogni giorno.

Dall’arrivo fino all’ultimo giorno hai costantemente la sensazione di trovarti in un luogo antico.

Un luogo dove uomo e natura convivono ancora in maniera diversa da quella a cui siamo abituati.

E forse è proprio questo il motivo per cui, tra tutti i viaggi che ho avuto la fortuna di fare, l’Uganda occupa un posto speciale.

Perché non ti regala soltanto fotografie.

Ti regala emozioni.

E alcune di quelle emozioni continuano a vivere dentro di te molto tempo dopo il ritorno a casa

 

 

 

Questo viaggio l’ho vissuto insieme a Just Explorers, una realtà specializzata in esperienze di fotografia naturalistica in tutto il mondo.

Se vuoi scoprire maggiori dettagli su questa esperienza e sui prossimi tour disponibili, puoi trovare tutte le informazioni nel link qui sotto.

Testo e fotografie di Edoardo Ciavattini.
Fotografo naturalista specializzato in fauna selvatica .