Abruzzo in autunno: il bramito del cervo e la magia della fotografia naturalistica

Una terra aspra, autentica, vera

Ci sono luoghi che si visitano una volta e altri che, anno dopo anno, continuano a richiamarti.

Per me l’Abruzzo è uno di questi.

Ogni autunno preparo lo zaino con la stessa emozione. Le giornate si accorciano, l’aria inizia a farsi più pungente e le montagne si trasformano lentamente nei colori dell’autunno. È il periodo del bramito del cervo, uno degli spettacoli naturali più affascinanti che si possano vivere in Italia.

Ma sarebbe riduttivo dire che torno qui soltanto per fotografare i cervi.

Torno perché in Abruzzo la natura si vive davvero.

Le prime luci e il silenzio della montagna

Le giornate iniziano quando è ancora buio. Si percorrono sentieri immersi nel silenzio, illuminati soltanto dalla luce delle frontali, mentre il freddo di settembre accompagna ogni passo. Poi, lentamente, la montagna si risveglia.

All’improvviso, in lontananza, si sente il primo bramito.

Un suono profondo, potente, capace di attraversare boschi e vallate. È impossibile non fermarsi ad ascoltare.

La ricerca del cervo

Da quel momento inizia la ricerca.

Con il binocolo si osservano le creste delle montagne nella speranza di distinguere la sagoma di un grande maschio. A volte compare per pochi secondi, altre volte rimane visibile abbastanza a lungo da regalare immagini indimenticabili.

Ogni incontro è diverso.

Ci sono mattine in cui la nebbia avvolge completamente la valle e i cervi si sentono senza vedersi. Altre in cui la luce dell’alba illumina le montagne e un maschio, circondato dal suo harem, riempie il silenzio con il suo richiamo.

Ed è proprio questa imprevedibilità che rende ogni uscita speciale.

Non solo cervi: la presenza del lupo

L’Abruzzo, però, non significa soltanto cervi.

Sapere che tra quei boschi vive anche il lupo appenninico cambia completamente il modo di vivere la montagna. Ogni impronta sul sentiero, ogni traccia nel fango o ogni movimento tra gli alberi fanno lavorare l’immaginazione. Anche senza un incontro diretto, la sola consapevolezza della sua presenza rende ogni camminata ancora più intensa.

Il rispetto prima di tutto

Non rivelerò mai i luoghi precisi dove realizzo queste fotografie.

Credo profondamente che il rispetto della fauna e degli ambienti naturali venga prima di qualsiasi immagine. Alcuni posti devono continuare a rimanere silenziosi e incontaminati, perché è proprio questo che li rende così speciali.

Ciò che resta davvero

Negli anni ho imparato che l’Abruzzo non regala soltanto fotografie, regala attese, regala silenzi. Regala incontri che durano pochi secondi ma rimangono impressi nella memoria molto più a lungo di qualsiasi scatto.

Ogni volta che torno a casa porto con me nuove immagini, ma soprattutto nuove emozioni.

Perché la fotografia, alla fine, è soltanto il modo che ho scelto per raccontare tutto quello che la natura riesce a farmi vivere.

E se c’è un luogo in Italia dove continuo a sentirmi un semplice ospite, quel luogo è l’Abruzzo.

Ogni autunno torno con la speranza di ascoltare ancora una volta il richiamo dei cervi tra le montagne.

E ogni volta riparto con la certezza che tornerò ancora.

Testo e fotografie di Edoardo Ciavattini.
Fotografo naturalista specializzato in fauna selvatica italiana.